rocca-di-san-leo

Sede: via Giacomo Leopardi 16 – San Leo

Apertura:
tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.30 alle 19.00

Informazioni:
Tel. 0541 926967 (ufficio turismo)
Tel. 0541 916211 (ufficio cultura)
www.provincia.ps.it

San Leo sorge sul punto più alto di una roccia, un masso aguzzo cinto da rupi strapiombanti e inagibile da qualunque lato, che domina la Valle del Marecchia, su cui spicca una superba rocca considerata di grande importanza sin dal medioevo a causa della sua formidabile posizione strategica.

Storia

Quando Santo Leo vi giunse nel III secolo, poiché era considerata un’altura sacra agli dei, fu da questi ritenuta luogo ideale per la diffusione dei Cristianesimo che da qui, infatti, si irradiò per tutta la regione circostante, configuratasi più tardi come diocesi di Montefeltro (l’antico nome della città). Nel turbinio di guerre fra Goti e Bizantini, Longobardi e Franchi, San Leo vide crescere la sua fama di fortezza inespugnabile. Elevata al rango di capitale del Regno Italico nel 963 da Berengario II qui rifugiato, la minuscola ma fortissima città subì per parecchi mesi l’assedio di Ottone I, l’imperatore di Germania.

Intorno al 1200 ha inizio qui la signoria dei Conti di Montefeltro
che, divenuti poi duchi di Urbino, tanta parte avranno nello sviluppo della civiltà rinascimentale. Intanto la rocca si amplia e si abbellisce, soprattutto per il genio di Francesco di Giorgio Martini, architetto militare che su ordine del grande Federico da Montefeltro, operò una massiccia ristrutturazione (per renderlo adatto alle nuove armi a base di polvere da sparo) che lo rese una delle fortezze più belle d’Italia. La fortezza fu protagonista di importanti vicende guerresche durante il periodo rinascimentale: fu sottratta per pochi mesi ai Montefeltro dal duca Valentino nel 1502 e ai Della Rovere delle truppe medicee nel 1517.

Le memorie politico-militari di San Leo cessano però nel 1631 quando, estintasi la famiglia ducale di Urbino, il territorio passa allo Stato Pontificio. La rocca, cessata la sua funzione militare, viene degradata a carcere. In essa finisce i suoi giorni, tra gli altri, Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto come Conte di Cagliostro, scaltro e ambiguo alchimista, che qui trovò la morte dopo lunghi anni di prigionia, figura enigmatica e piena di fascino, intorno alla quale si è dispiegata una vasta letteratura. Ma questa rocca ha ospitato anche altri personaggi di grande importanza: San Francesco, che qui ricevette in dono dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino il monte della Verna e Dante Alighieri, che qui fu ospitato durante il suo esilio.

Con l’avvento dell’Unità d’Italia, San Leo non fu oggetto di riadattamento urbanistici, mantenendo inalterato l’impianto urbano. Oggi, la rocca, ripulita dalle sovrastrutture ottocentesche che ne alteravano le eleganti linee rinascimentali, è tornata al suo splendore architettonico che ne fa una delle più celebrate testimonianze di arte militare La vista che di qui si gode e delle più esaltanti: si spazia dal Monte Fumaiolo al Mare Adriatico su un paesaggio tutto boschi, picchi rocciosi, calanchi, e costellato di rocche, borgate e case rurali.

Struttura
La struttura di questa Fortezza è articolata su due livelli ben distinti: in alto si erge maestosa la compatta struttura di un mastio dalla forma allungata che si protende sul versante orientale con un profilo acuminato; più in basso, due torrioni uniti da una cortina dal profilo spezzato completano l’edificio che, con le sue forme complesse e contrastanti, risulta altamente originale ed unico. Esso riporta dei motivi decorativi cari all’architetto progettista quali elementi a scarpa, cornici e modiglioni di coronamento. Attualmente, gli spazi interni all’edificio sono adibiti ad assolvere funzioni museali ed espositive.

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