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Sede: Palazzo Ducale – Urbino

Apertura:
Lunedì: 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria ore 12.30)
Da martedì a domenica: 8.30 – 19.15 (chiusura biglietteria ore 18.00)

Informazioni:
Tel. 0722 322625
Fax: 0722 377483
www.emmeti.it
info@palazzoducaleurbino.it

La Galleria Nazionale delle Marche occupa tutte le sale finora recuperate del Palazzo Ducale al primo e secondo piano, per un totale di circa 80 ambienti. Vi sono esposti dipinti su tavola e su tela, affreschi, sculture in pietra e in terracotta, sculture lignee policrome e dorate, legni intarsiati, mobili, arazzi, disegni e incisioni: tutte opere situabili cronologicamente tra il Trecento e il Seicento. Collezioni particolari sono quelle delle Ceramiche e delle Monete.

Le sale da visitare

Cortile d’Onore
Mirabile costruzione del Laurana, per leggerezza ed astrazione geometrica. E’ cinto ai quattro lati da un bel portico ad archi su colonne con capitelli compositi. Sulla prima trabeazione si legge un’iscrizione latina che celebra Federico da Montefeltro. Dal cortile si accede anche alla Sala dei Banchetti e da qui alle due cappelline private del Duca (Cappella del Perdono, Tempietto delle Muse), e ai Sotterranei, che costituiscono il vero ‘motore’ del palazzo, con numerosi ambienti di servizio: Cucina, Bagno del Duca, Neviera, Scuderia, ecc.

Biblioteca del Duca
La celebre biblioteca di Federico, con annesso scriptorium, già depredata da Cesare Borgia nel 1502, fu trasferita a Roma nel 1657: i suoi capolavori si trovano nella Biblioteca Vaticana che ospita una delle collezioni più cospicue dell’epoca, composta da oltre 2000 volumi manoscritti e miniati. In alcune sale adiacenti è esposta una serie di formelle, che raffigurano macchine belliche e di pace, opera quattrocentesca di Ambrogio Barocci, su disegno di Francesco di Giorgio Martini.

Scalone Monumentale
Opera del Laurana, lo stupendo scalone fu decorato dal Barocci. Contiene lo stemma del duca Federico e una statua dello stesso, opera di Girolamo Campagna (1604). Salendo il monumentale Scalone d’Onore si raggiunge il primo piano nobile, diviso in cinque appartamenti: Appartamento della Jole, Appartamento dei Melaranci, Appartamento degli Ospiti, Appartamento del Duca, Appartamento della Duchessa, oltre a varie Sale di Rappresentanza.

Appartamento della Jole
Le sale dell’Appartamento della Jole furono le prime ad essere realizzate e decorate: esse ospitavano il primitivo appartamento abitato da Federico, negli anni in cui stava costruendo la sua sontuosa dimora su lato opposto del palazzo. All’interno di questo appartamento sono esposti dipinti e sculture del primo Rinascimento una lunetta in terracotta invetriata (Madonna e santi), opera di Luca della Robbia; una testa di Madonna, di Agostino di Duccio; il bassorilievo di Federico da Montefeltro e del segretario Ottaviano Ubaldini, attribuito a Francesco di Giorgio Martini; affreschi attribuiti a Giovanni Boccati; l’alcova del duca Federico, forse di Giovanni da Camerino; una bella tavola (Storia della vita di San Savino) del Boccati; la Crocifissione e la Madonna col Bambino di Girolamo di Giovanni.

Appartamento Melaranci
L’Appartamento dei Melaranci, assieme al successivo Appartamento degli Ospiti, era destinato ad accogliere gli ospiti illustri di Federico. Il nome dei Melaranci si riferisce al tipo di piante conservate in epoca roveresca nelle logge esterne. In queste sale sono esposte cospicue raccolte di pittura del Trecento, marchigiana e riminese: un polittico di G. Baronzio, un Crocefisso dipinto del Maestro di Verucchio, un trittico (Incoronazione della Vergine) del Maestro dell’Incoronazione di Urbino, una Madonna col Bambino di A. Nuzi.

Appartamento degli Ospiti
Nell’Appartamento degli Ospiti è invece esposta la pittura quattrocentesca del Veneto e delle basse Marche (Giovanni Bellini, Alvise Vivarini, Vittore Crivelli) e la scultura lignea rinascimentale, oltre ad un tesoretto di monete d’oro del ‘400 recentemente riscoperto. Di particolare pregio le decorazioni in stucco dorato della Sala del Re d’Inghilterra.

Appartamento del Duca Federico
E’ solo con l’Appartamento del Duca che inizia l’immersione nel mondo rinascimentale del duca Federico. L’appartamento consta di pochi eccezionali ambienti: la Sala delle Udienze, lo Studiolo, la Cappellina di Guidubaldo, la Guardaroba del Duca, la Camera da letto. E’ proprio in queste sale che sono esposti i più grandi capolavori del Quattrocento: pitture, sculture, intarsi di artisti che operarono su diretta commissione di Federico.

  1. La Sala delle Udienze ospita due capolavori di Piero della Francesca: la Flagellazione e la Madonna di Senigallia. La cappellina di Guidobaldo è ornata da stucchi del Brandani.
  2. Lo Studiolo era uno dei luoghi in cui Federico conduceva gli ospiti più illustri per stupirli, un piccolo ambiente in cui si manifesta la somma delle sue aspirazioni umanistiche, della sua autocelebrazione. L’ideazione della decorazione dello studiolo è da riferirsi a Donato Bramante mentre la realizzazione vide impegnati grandi artisti: Giusto di Gand e Pedro Berruguete per i ritratti di Uomini illustri, Sandro Botticelli, Baccio Pontelli e Benedetto da Maiano per le parti intarsiate che raffigurano libri, armi, strumenti musicali, il ritratto del duca, le tre Virtù teologali.
  3. Preziose le decorazioni marmoree della cappellina del Perdono, accanto alla quale è il tempietto delle Muse, un tempo ornato da dipinti di Giovanni Santi.
  4. La camera da letto del duca contiene il Ritratto di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo di Pedro Berruguete e una tavola “Madonna col Bambino” della scuola del Verrocchio. Dall’ Appartamento del Duca si entra direttamente in quello che era il cuore stesso del palazzo e della vita di Corte, le Sale di Rappresentanza: la Sala degli Angeli, la Sala del Trono, la Sala delle Veglie.
  5. Sala degli Angeli: la più sontuosa delle tre, la Sala degli Angeli, decorata dal Rosselli, custodisce splendide le porte intarsiate, forse su disegno del Botticelli, e alcuni capolavori del Rinascimento: la Città Ideale di Leon Battista Alberti e Luciano Laurana, la Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand (1473)e la Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello.
  6. Il Salone del Trono, o Sala delle Feste, è invece l’ambiente più maestoso e ampio del palazzo, con belle decorazioni e con una raccolta di arazzi seicenteschi realizzati su cartoni di Raffaello e Sette arazzi degli Atti degli Apostoli.
  7. Nella Sala delle Veglie invece, ove si tenevano le riunioni e le serate culturali rese celebri dal “Cortegiano” di Baldassarre Castiglione, si può ammirare una Crocifissione e una Pentecoste di Luca Signorelli e la pala Buffi (Madonna col Bambino e santi, 1489) di Giovanni Santi.

Appartamento della Duchessa
E’ riservato alle opere del Cinquecento. Nel vestibolo spicca l’Annunciazione, vetrata di Timoteo Viti; subito dopo il salotto della Duchessa, sono esposti La Muta di Raffaello (il Ritratto di gentildonna considerato una delle massime espressioni dell’urbinate) e Santa Caterina d’Alessandria (forse un’opera giovanile); il Cristo benedicente, attribuito al Bramantino; i SS. Tommaso Becket e Martino fra l’arcivescovo Arrivabene e il duca Guidobaldo, opera del Viti; l’Ultima cena e la Risurrezione di Tiziano Vecellio; la Madonna del Soccorso e santi di Raffaellino del Colle; l’Annunciazione di Vincenzo Pagani. Nel guardaroba sono conservate opere di Pellegrino Tibaldi, Taddeo Zuccari e Federico Brandani.

Appartamento Roveresco
Il secondo piano del Palazzo fu realizzato, su progetto di Bartolomeo Genga, per volere di Guidobaldo Il della Rovere. La prima sezione è dedicata alla pittura, spiccano le opere del Barocci e della sua scuola (l’Assunzione, la Concezione, le Stimmate di San Francesco e la Crocifissione), ma contiene anche opere di O. Gentileschi, G. Francesco Guerrieri, A. Lilio, Mastelletta, S. Cantarini, C. Ridolfi. La seconda contiene il Museo della Ceramica, oltre ad una collezione di disegni e stampe.

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