Lo scrittore Guido Piovene ha giudicato quello marchegiano il più tipico dei paesaggi italiani definendolo “terra filtrata, civile, la più classica anzi delle nostre terre”. In una tale scenario si incontrano eccellenze artistiche varie, espressioni di un pluralismo culturale sedimentato da secoli, rintracciabile nel frazionato sviluppo storico della regione. E l’essere una regione “somma più che sintesi” di esperienze e sedimentazioni di varia natura, provenienza e influenza, contribuisce a fare delle Marche una delle regioni d’Italia più ricche di beni culturali.
500 piazze, più di 1000 monumenti significativi, un centinaio di città d’arte, 37 rocche, 106 castelli, 15 fortezze, 170 torri, migliaia di chiese di cui 200 romaniche, 96 abbazie ben conservate, 183 santuari, 34 siti archeologici, 72 teatri storici, sapientemente restaurati, in attività.
La maggior densità in Italia, di musei e pinacoteche, 342 su 246 comuni.
315 biblioteche che custodiscono oltre 4 milioni di volumi, alcune di antica tradizione e custodi di un pregevole patrimonio di cinquecentine e manoscritti. Tra le tante vale citare la biblioteca dell’Eremo di Fonte Avellana e quella della famiglia Leopardi a Recanati.
Scrigni preziosi del bene culturale diffuso sono le numerose città d’arte.
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